Le poesie di Mariano Froldi

La mia produzione poetica

31 luglio

“Mare d’erba questa mattina
lo sento soffiare sul fresco letto.
Rilassato sorrido al dì che albeggia.
La casa è nave,

in mezzo a questo verde paterno
che ondeggia sotto docile maestrale…
argenteo; da far dimenticare il prossimo sextilis.
Speranza che la vita non sia semplice passaggio,
senza approdo ne ritorno.”

Mariano Froldi

Amor vicit omnia…

L’amore vince tutto…

A me spezza!

E’ il tutto che so:

mi frantuma come vetro sottile.

Forse non l’ho mai conosciuto.

Ma sento questo per me:

è come un’onda ciclopica

che si abbatte sul golfo,

e poi si ritrae.

E dove c’era sabbia,

lascia solo scogli e vetri aguzzi.

1° Luglio 2024

Mariano Froldi

Centum Unum

Bisogna lasciarli andare, i morti…

Lasciarli andare?! I morti?!

Io non respiro senza mio padre,

E la mia bocca non parla senza sue parole

E le mie mani non sentono senza le sue

E i miei occhi non vedono senza i suoi.

 

E il suo profumo, lo sento chiaramente…

Attraversa i muri di casa mia e le mie carni,

In alcune stagioni più di altre…

Dopo il declinare lento dell’estate.

Ottobre lo chiamo Pater

E il suo diciassettesimo giorno lo chiamo

festa, gioia, nascita e rinascita!

 

L’amore per i propri genitori

È il più puro e disinteressato

Non ha alcuna ambiguità

Non fa battere il cuore per una donna

Ma fa battere il cuore. Lo fa battere…

E dici poco!

 

E no… babbo

E no… Biagio

Perdonami,

Non posso lasciarti andare…

Perché tu sei dentro di me.

Io, come figlio amato,

sono il tuo tabernacolo.

Custodisco te

Come tu hai custodito me

Anche ora che non ci sei più…

Eppure ci sei ancora

mentre le mie lacrime scorrono calde…

17 Ottobre 2024

Mariano Froldi

Correndo

Saline e cielo a specchio.

Il corpo che persiste, musica a palla. 

Tramonto mozzafiato. Come sempre qui.

Uno spicchio di luna in cielo. Venere arriva.

Un pipistrello volteggia lassù.

Epifania.

Ottobre 2016. 

Mariano Froldi

Destino

La luce s’attenua, trema e s’agita
riflessi cupi s’irradiano da Padre Pio
in questo buio affocato degli antri miei.
Cosa siamo se non foglie caduche?
Breve è il nostro tempo
e fugace il nostro andare
verso la meta che mai si spera.

Perché questo, di noi tutti, è il destino.
Eppure non ci rassegniamo.
In questa quiete immota
tutti siamo a cercare il significato della nostra vita
o a non farci assalire dal tedio e dalla noia.

Eppure sento, dentro me
impetrata e robusta
la lunga teoria dei mie avi,
maglie di una catena
che non s’è ancora spezzata.
Beppin, Luigi, Severigna, Bian
scudi e presenze che sento reali
protettivi e materni
rendono meno amaro questo mio viaggio
che no so dove mi conduce.

Passeggero obbligato,
come i miliardi di viventi
in una corsa a tappe verso il nero tunnel
accomunati dalla voglia di capire e
infine,
di sperare.

 

2 novembre 2011

Mariano Froldi

Februarius

Amo questo mese del freddo che purifica
e dell’eros prepotente fra coperte calde.
Ci sono nato fra queste penitenze e voluttà.
Riparto ancora.
Oggi i monti che circondano Villa di Chiesa sono bianchi, bianchi più che mai.

E lo spettacolo mi toglie il fiato.
Il cielo è di tende livide e strappate,

ghermito da gigantesche mani unghiute.
La neve mista a pioggia ticchetta leggermente sul vetro della leoncina.
Il nero tortuoso del serpente è freddo in mezzo al nulla.
Il materno abitacolo, caldo, mi protegge, 

nche se, ogni tanto,

sento il vento spingermi verso il mare grigioverde,

che mugugna con onde che sembrano spazzare l’infinito.
Un falco si libbra tremolante in mezzo a venti di lotta.

Neanche quelle mostruose e oscene ciminiere che mi si parano davanti,

verso l’atteso Caronte

(quale assurdità provare gioia per tale mostro),

riescono a rovinarmi questo momento.
E nel cuore mi s’insinua una dolce malinconia.
 

Febbraio 2010

Mariano Froldi

Notte dopo la Madonnina nera...(16 novembre 2017)

T’ho sognata. Nonna. Adelina.

Sogno?

Eri bella e oracolare.

Ero felice.

Eri intenta a segnare il palmo della mia mano con l’indice tuo.

Miracoli avvenivano.

M’hai promesso che era “solo l’inizio…”.

Ora attendo Beppin e Luigi…

Da quanto tempo non li vedo.

Da quando tempo non li sento.

Esiste una catena invisibile che ci collega…

A noi ed ai nostri avi, tutti assieme.

E ogni tanto si risveglia.

Mi sono svegliato.

Adelina: immagini, parole….mi passavano l’anima come l’olio d’oliva con la Juta. 

Piangevo, piangevo, piangevo.

E non era dolore.

 

Mariano Froldi

Route 66 - Sardegna<br /> SS 128 - Centrale Sarda (a 10 km da Isili)<br />

Non gravarti ora, di viaggi lontani

quando nel cuore della tua antica Madre

hai abissi di bellezza ultramondani.

 

In questo feroce luglio, stranito e deliziato,

m’abbarbico, m’incuneo e m’incaverno;

…quanto è mansueta e potente la leoncina!

Disegno infinite curve e tornanti a saliscendi,

cieli dissimili e montagne calve, piatte…

lunghissimi rettilinei: seni rigogliosi e dirupi vertiginosi…

dove viaggio? Dentro me?

L’asfalto divide Inferno e Paradiso.

Solo, in questo immanente silenzio…

 

Stoppie riarse e terra nera, dolente d’incendio malvagio.

Verde a profusione e acqua che cicaleccia lussureggiante.

Onde di feroce calura avvampano in questa immensità.

Aurore incendiarie sputate da enormi crateri, davanti a me…

a sinistra non vi è speranza del verde della destra…

 

Eppure, quanta bellezza trovi

se hai sempre occhi nuovi.

L’aquilotto già due volte, nel mio girare,

a pochi metri, apre le ali su quest’andare

Se non si è qui, soli…

non si è mai, davvero, soli.

 

15 luglio 2017

Mariano Froldi

Sogno in bianco

Facevamo all’amore, fra lenzuola bianche.

Poco lontane, voci ridenti di bambini…

e sotto le lenzuola ti leggevo Baudelaire.

 

20 febbraio 2017, pomeriggio inoltrato

Mariano Froldi

Preghiera/Supplicatio

Mi volto indietro,

vedo la catena dei miei avi.

Una, a due passi.

Confusa fra le altre.

Sembra così umile. Pare piombo.

Poi, d’improvviso: così grande.

Robusta, robusta come poche.

Pareva piombo,

e brilla come d’oro e di diamanti.

Mio zio Luigi.

Si. Tu. Proprio tu.

Proteggimi.

Sempre.

 

30 gennaio 2017

Mariano Froldi

Ogni parola prende vita, ogni ambiente si dipana davanti ai tuoi occhi senza che tu debba muovere un dito. Dalla fantasia alla realtà, c’è una storia anche per te.

Mariano Froldi | Autore e Podcaster

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Per Aspera ad Astra